venerdì 18 agosto 2017

L'ossitocina è vicina

dal film "Cloud Atlas" delle fratelle Wachowski.

Sono sicura che avete un'idea romantica della Scienza: i Pasteur, le Marie Curie, gli alambicchi, le storte. Le grandi scoperte, i grandi scienziati, devoti solo al bene dell'Umanità ed al Progresso. Sempre e comunque illuminati dalla Razionalità e nei secoli fedeli al Metodo Scientifico. Pronti a stracciare e rinunciare ad aver ragione se non si riesce a falsificare l'ipotesi nulla.
E' la stessa idea che avevo anch'io prima di frequentare, tanto tempo fa, una facoltà scientifica, dove ho conosciuto l'ottusità, la piccolezza e la devastante risibile inutilità di gran parte della cosiddetta ricerca. 
Oggi, per giunta, come ci ha edotto il Pedante nel suo mirabile articolo, che vi esorto a leggere e dal quale estraggo una grande verità:
tratto da "Ha vinto Lascienza" - Il Pedante

siamo dominati da Lascienza e da Gliscienziati, che sono la più precisa ed involuta incarnazione di quel clero universitario di cui parlava il mai abbastanza compianto Costanzo Preve. 
Lascienza che si fa religione e per giunta oltranzista, che vi attende già oltre i confini dell'Inquisizione con le sue assolute certezze, le decisioni irrevocabili, le inoculazioni per legge di qualunque robaccia vomitata per profitto da Big Pharma con la pretesa che sia innocua per definizione, la rinuncia al Metodo in favore del più pratico e rapido atto di fede, vero e proprio Popper (si, alludo) da aprire, "pof!" e inalare con gusto per non pensarci più e farsi sodomizzare allegramente dall'Industria. E, non c'è bisogno di dirlo, la Vergine di Norimberga (solo mediatica ma gia in embrione giudiziaria, per il momento) per gli eretici, alcuni dei quali sono proprio i reduci di quella Scienza di cui parlavo all'inizio. 

Lascienza invece è violenta, aggressiva, teppistica, uligana, come dimostrano i suoi testimonial che, incuranti dei conflitti di interesse con l'industria, se ne cingono anzi, e sburioni, come fossero gli ori delle madonne pellegrine durante le processioni. Lascienza governa ormai la medicina, l'economia, lasciando alla Contro-Alchimia che tramuta l'oro in piombo il settore più creativo della finanza. Lascienza si intrufola nei e pontifica sui rapporti sociali, esaltando discipline inutili e dannose come la sociologia, Lescienze sociali e ciò che resta della psicologia, compresa quella fine a sé stessa, onanistica, quella che una volta definii psicologia pugnettistica.

Lascienza, infine, offre i suoi servigi alla politica, esaltandosi nei periodi di totalitarismo latente, wannabe o conclamato, come puttana favorita del Potere. Lo ha sempre fatto. Gliscienziati che si offrirono per avallare tesi assurde e ricerche infami hanno in seguito riempito i banchi di una sezione apposita del processo di Norimberga. Mentre scrivo stanno correndo per il bis, assieme alle new entry: Igiornalisti. 

Oggi Breitbart ha pubblicato la notizia della pubblicazione su una rivista scientifica di uno studio tedesco sull'ossitocina, che sembra suggerire sottotraccia come la sua somministrazione alla popolazione potrebbe risolvere il problema della xenofobia. Il detto e non detto e quella sensazione di "se lo dicono i tedeschi dev'esserci la fregatura di mezzo".
L'ossitocina è un ormone che viene prodotto dall'ipofisi per indurre le contrazioni uterine del parto e la successiva lattazione dalle ghiandole mammarie. E' evidentemente un ormone dedicato alla femmina e in funzione della gravidanza, anche se i maschi sono in grado di produrlo, ovviamente in dosi e per scopi diversi. Fino a qualche anno fa non se lo filava nessuno, eppure ultimamente in rete si trovano un sacco di articoli più o meno seri che esaltano questa ossitocina come "ormone dell'amore", ormone dei mariti fedeli, del buonumore, ecc. Ora anche, "ormone del refugee welcome". Segno che stanno già preparando i poppers.

Vi traduco l'introduzione e il riassunto (abstract) dell'articolo citato da Breitbart:

Oxytocin-enforced norm compliance reduces xenophobic outgroup rejection

di Nina Marsh, Dirk Scheele, Justin S. Feinstein, Holger Gerhardt, Sabrina Strang, Wolfgang Maier, e René Hurlemann (Università di Bonn et al.)


"L'attinenza alla norma rinforzata dall'ossitocina riduce il rigetto xenofobico nei confronti dell'estraneo".

Nel mezzo della rapida globalizzazione che stiamo vivendo, la coesistenza pacifica tra culture richiede una profonda conoscenza delle forze che stimolano il comportamento prosociale e combattono la xenofobia. Le condizioni che promuovono tale comportamento altruistico nei confronti dell'estraneo non sono però ancora state determinate. Qui riportiamo i risultati di un esperimento a doppio cieco, controllato con placebo, che mostrano come l'aumento dell'attività dell'ossitocina, associato all'esposizione ai comportamenti caritatevoli può aiutare a contrastare gli effetti della xenofobia, alimentando l'altruismo nei confronti dei rifugiati. Questi risultati suggeriscono che la combinazione di ossitocina e norme altruistiche peer derivate riduce il rigetto nei confronti degli estranei perfino negli individui più egoisti e xenofobi e quindi dovrebbe contribuire a facilitare l'adattamento delle persone all'ecosistema in rapido cambiamento. 

Abstract

Non è mai accaduto prima che gli individui dovessero adattarsi ad ambienti sociali definiti dagli attuali livelli di diversità etnica e differenziazione culturale. Nonostante ciò vi è scarsità di evidenze neurobiologiche sulle strategie per ridurre il sentimento di xenofobia e aumentare la cooperazione altruistica con gli estranei. 

In una serie di esperimenti condotti nel contesto dell'attuale crisi dei rifugiati, abbiamo testato la propensione di 183 soggetti caucasici a donare denaro a persone in difficoltà, la metà delle quali erano rifugiati (outgroup) e l'altra metà nativi (ingroup). I partecipanti che ottennero punteggi bassi di xenofobia esibirono una preferenza altruistica per gli estranei, che aumentava dopo la somministrazione per inalazione del neuropeptide ossitocina. Al contrario, i participanti con livelli maggiori di xenofobia in genere non riuscivano a dimostrare altruismo nei confronti degli estranei. Questa tendenza poteva essere contrastata solo associando l'assunzione di ossitocina con norme altruistiche peer derivate, portando un aumento del 74% delle donazioni nei confronti dei rifugiati. Colletivamente, questi risultati rivelano le condizioni sociobiologiche associate all'altruismo nei confronti dell'estraneo, dimostrando che l'associazione tra l'induzione al comportamento caritatevole e l'aumento dell'attività del sistema dell'ossitocina riduce gli effetti della xenofobia, facilitando il comportamento prosociale nei confronti dei rifugiati. 


La prima parola che mi viene in mente dopo aver letto questa finanziera di frattaglie scientifiche è quella che verrebbe in mente non solo a me, umile scienziata per facoltà di scelta, ma a quegli scienziati di cui parlavo all'inizio:

BIAS

Si pronuncia "baias". E' il vizio che rende la ricerca nulla e che va evitato ad ogni costo. E' il pregiudizio, il preconcetto che insudicia l'indipendenza e purezza da Parsifal del metodo scientifico. Qui il bias è diventato il fondamento stesso della ricerca. E' una ricerca inzeppata di bias, ti sgusciano da tutte le parti. Vediamo i principali:

1) Presunzione che la xenofobia sia una cosa brutta da contrastare. Questa è chiaramente una visione politica e morale, non scientifica.
2) Presunzione che esista una cosa chiamata "xenofobia" diversa dalla fobia nei confronti degli stranieri che, come disturbo nevrotico, non è certamente da stigmatizzare moralisticamente.
3) Presunzione che l'outgroup sia, per definizione, "buono" e portatore di valori unicamente positivi e l'ingroup formato da individui egoisti tendenti alla negatività. Manicheismo, non scienza.
4) Presunzione che il donare al proprio simile sia comportamento meno meritevole di quello di donare al perfetto estraneo.
5)  Negazione dell'esistenza del normale comportamento aggressivo (nel senso di aggressività, non di aggressione) presente in ogni forma vivente nei confronti di un estraneo potenzialmente malintenzionato, nei confronti del quale è necessario essere pronti, all'occorrenza, a difendersi combattendo o ponendo in atto un comportamento di fuga.
6) Negazione totale del fenomeno della territorialità, o difesa del territorio, noto anche nelle peggiori bettole frequentate dai platelminti.
7) Negazione totale dell'esistenza del fenomeno della preferenza per il simile, che ha creato, mi rendo conto, la famiglia, la comunità, la nazione, lo Stato.
8) Negazione di secoli di risultati di precedenti ricerche scientifiche in campo etologico che dimostrano, come regola naturale ricorrente, l'esistenza della preferenza per il simile, della territorialità e della funzione adattiva e di sopravvivenza dell'aggressività.
9) Presunzione che il comportamento umano debba essere modificato radicalmente e stravolto per adattarlo ad un fenomeno circostanziato e limitato nel tempo. Bias della TINA.
10) Presunzione che siccome una ricerca è evacuata da un'Università, debba essere per questo attendibile nonostante la presenza di questa decina di bias estratti a caso.
11) Il bias più grave, infine, per una ricerca che vuole combattere la xenofobia: il razzismo. Il campione formato solo di CAUCASICI, ovvero bianchi. La ricerca denota un evidente PREGIUDIZIO RAZZIALE. Perché, ad esempio, nel campione non potrebbero essere compresi individui non caucasici che però vivono lo stesso problema dell'arrivo dei "rifugiati"?
12) La presunzione, quindi, che la xenofobia sia un tratto tipico del caucasico.

Purtroppo, questa è Lascienza e il 90% degli articoli scientifici ormai è robaccia come questa.
Manicheismo ascientifico. Perfino ai miei tempi, nella vituperata facoltà di psicologia, una ricerca come questa sarebbe stata definita impubblicabile perfino da Focus (con tutto il rispetto per la divulgazione).
Non ricerca indipendente ma conferma forzosa di costrutti dogmatici, commissionata dall'industria, dal governo, dal gruppo di potere dominante e, in questo caso specifico, dall'ideologia merkeliana: un misto di reliquati nazisti in crosta di Stasi. 

Nel merito di questa Cosa, di questa "ricerca", è ovvio che il trend, in risposta ai desiderata del Potere attuale è l'emasculazione selettiva del maschio bianco, la creazione di una popolazione europea residuale che ami essere fottuta, principio notoriamente phasheesta ma auspicato dagli antiphasheestee. Dopo i bambini maschi femminiellati a forza e bombati di ormoni da madri sciagurate, i maschi adulti ridotti a cicisbei portaborsette con i quali ormai puoi scambiarti, più che i fluidi, solo i trucchi, e i pochi maschi rimasti costretti a nascondersi e quasi a vergognarsi della virilità, come non pensare allo spruzzino che ti rende la perfetta passiva?
Mi sorge una domanda, però. Lo spruzzino lo potranno usare anche i "rifugiati"? Oppure loro potranno agire la loro aggressività e magari anche l'aggressione e noi potremo utilizzare, invece che lo spray al peperoncino, quello al pisanlov? 
Se pensano di doverci drogare per farceli accettare, però, implicitamente ammettono che 'sta gente che arriva non deve essere proprio il massimo.

Breitbart ha utilizzato, a corredo del suo articolo, la celeberrima immagine della "Cura Ludovico" di Arancia Meccanica, straordinaria allusione ai preparativi del nostro mondo futuro (ora attuale).
Ve lo ricordate il finale del fim, vero? Dopo aver ossitocinato Alex e averlo reso praticamente un piddino alla Civati pronto a ricroprire il ruolo del Ministro dell'Umanità, il Governo (Essi, i Soliti) decidono che quell'Alex non serve loro a un cazzo, che un individuo così è troppo remissivo (ovvero non riesce ad adattarsi, santa Etologia!) e decidono di restituirgli la cattiveria.
Morale del fratello Kubrick: l'aggressività, ovvero il normale istinto di fuga di fronte al pericolo, la capacità di reagire all'aggressione, sono l'unico modo che ha l'individuo di sopravvivere. E, purtroppo, l'individuo più aggressivo e aggressore è quello vincente. Non è phasheesmo, è La Natura.


giovedì 10 agosto 2017

Ultimo mondo meticcio e la bolla dei diritti subprime

"Questa è l'Africa come è realmente. Dove nero è bello, nero è brutto, nero è brutale".

Ah, cosa mi ha fatto ricordare oggi Barbapapà, i "Mondo" movies! Quei documentari, o meglio mockumentaries (falsi documentari perchè in realtà erano opere di finzione, ovvero fiction cinematografica spacciata per snuff movies) assai di moda negli anni settanta perché promettevano emozioni forti su pasti cannibaleschi, brutali riti iniziatici e usanze esotico-tribali più o meno disgustose. Tutta roba che oggi trovi in due secondi in rete, anche senza andare nel deep web, ma che allora potevi vedere solo in questi film vietati ai minori di 18 anni. Titoli indimenticabili come "Ultimo mondo cannibale", "Ultime grida dalla Savana", "Mondo cane","Africa addio" o il celeberrimo "Cannibal Holocaust". Un fenomeno, tra l'altro, in gran parte italiano.
Film che oggi, ovviamente, verrebbero considerati terribilmente razzisti nella loro brutale politica scorrettezza perché lì il selvaggio non era quello inesistente di Rousseau ma proprio quello originale senza mezzi termini e soprattutto mostrato in tutta la sua selvaggeria. 
Paradossalmente essi erano un inno sfacciato proprio a quella diversità fra culture, alla consapevolezza della separazione tra evoluto ed arretrato che oggi sono nascoste dalla maschera fasulla dell'uguaglianza, in realtà omologazione dell'essere umano modello unico e dell'oscenità del semo tutti uguali perchè ve lo diciamo noi. 

Le immagini brutali, gli impalamenti (finti ma spacciati per veri) ci scioccavano ma ci consolava il fatto che il selvaggio rimanesse confinato nel suo contesto originale. Capirai, è roba da Africa nera, da Amazzonia. Migliaia di gradi di separazione. Sembra impossibile, guardandoci indietro, ma nessuno aveva ancora pensato di imporci il terzo e quarto mondo a casa nostra. Ecco spiegato anche perché allora in genere non era necessario diventare razzisti. 
Se qualche "mondo movie" mostrava l'infibulazione, ovvero la resezione con una lametta senza anestesia dei genitali esterni femminili - altrimenti una donna da adulta non sarà rispettabile - praticata normalmente in molte realtà africane (e islamiche, nonostante ciò venga spesso negato), avremmo reagito con disgusto ma, usciti dal cinema, saremmo tornati alla nostra realtà evoluta dove le donne sono diventate perfino troppo viziate e possono girare incredibilmente a capo scoperto.

Ora no, ora sappiamo che queste pratiche, e non solo quelle usanze esotiche dei nostri ospiti che cominciano francamente a disgustarci come l'andare in giro nudi, defecare per strada e comportarsi in modo pre-civile nei rapporti interpersonali, secondo alcuni dovrebbero diventare accettabili nel segno dell'integrazione nostra nei confronti dei selvaggi e che da lì non si scappa. Prospettiva che ci fa giustamente orrore. 

La conseguenza è che, eliminata la distanza di sicurezza dal primitivo che ci permetteva ancora di essere progressisti e tolleranti, ora, alleluja, siamo diventati razzisti nei confronti degli africani come gli africani lo sono nei confronti degli europei e per lo stesso motivo: perché loro se li trovarono in casa e non erano solo bei book fotografici come quelli della Leni Riefenstahl. In fondo ormai tra bianchi e neri siamo pari e dovremmo preoccuparci entrambi piuttosto del colonialismo cinese in Africa che contribuisce ad espellere popolazioni locali verso l'Europa.

Il senso dei nazisti per il riciclarsi nell'amore per il buon selvaggio
Chi non ha il coraggio di ammettere di essere diventato razzista, perché ancora ammorbato dal sentimentalismo progressista, è costretto a sfogarsi aprendo la valvola dell'autorazzismo, quel particolare tipo di sentimento autodistruttivo che è l'odio per la propria gente. 

Ecco spiegato il meccanismo mentale di Barbapapà quando invoca, come un Sarkozy qualsiasi, le métissage.
Questa prosa è così significativa, mioddio. La leggiadria di utilizzare il termine "avere di mira" che evoca le armi e la guerra e con ragione, perché essi non vengono in pace e lui lo sa. Quelli non sono ET (che, per altro, per tutto il film voleva solo tornarsene a casa sua) ma i baccelloni della fantascienza anni 50. Basta guardare qualche video sugli assalti di energumeni neri a Calais o a Ceuta per rendersene conto. Selvaggi. Predatori. Pre-civili. Punto. 
Questo vecchio arnese scrivente parla di "antica ricchezza"invece che di civilità perché, come tutti coloro che sanno che salteranno in aria dopo aver premuto il bottone dell'autodistruzione, non vorrebbe lasciare superstiti e perché, da bravo convertito al progressismo, e quindi fanatico, ritiene la ricchezza un peccato. Che Dio li stramaledica nella loro ipocrisia.
Se delira di un mondo futuro che per problemi tecnici non vedrà mai, egli esprime il pio desiderio di chiunque si trovi troppo vicino alla barca di Caronte: quello di illudersi che le proprie opere e idee condizioneranno il futuro di chi gli sopravviverà. Povero grullo, il giorno stesso del funerale non siamo altro che cadaveri puzzolenti, residui fastidiosi di gente che finalmente si è levata dai coglioni e da cremare in tutta fretta, con i parenti che smaniano per svuotarci la casa e gettare tutte le nostre cose nell'immondizia, dopo averci prosciugato il conto corrente e aver tirato sul costo della bara: "Era una donna così semplice..." 
Per lasciare veramente qualcosa ai posteri si deve essere come minimo dei Mozart, non certo degli scribacchini qualsiasi che si atteggiano, in articulo mortis, ad ideologi e disegnatori da incubo del futuro.
Che orrore da Khmer Rouge, da totalitarismo comunista poi il popolo unico, la ricchezza media (media come? come la sua o quella di un operaio?), la cultura media (rappresentata dal liceo breve o brevissimo auspicato dalle ministre somare vogliose di consegnare branchi di somarelli direttamente dal Paese dei Balocchi al mondo del precariato) preludio ad uno "ius diploma" per tutti. Insomma, questa Medio-crità.
Mi sfugge il concetto di "sangue integrato" ed istintivamente lo aborro ma è normale. Io sono per la conservazione della diversità, anche di gruppo sanguigno e fattore Rhesus; lui è per l'omologazione, per l'emolisi buonista. Qualcosa che, grazie a Dio, non potrebbe e non potrà mai funzionare.

Alla fine però gli sono infinitamente grata. Se afferma che questo incubo distopico dell'Uomo Taglia Unica come le mutande cinesi è una roba di sinistra, sappiamo chi è il nemico e come dobbiamo comportarci di conseguenza. Con le armi della democrazia rappresentativa, naturalmente, fintanto che potremo usarle. 

Una nota finale che potrebbe sembrare di speranza. Quando si leggono i deliri degli immigrazionisti e dei mondialisti, sento le reazioni di panico di chi è convinto che questo sarà veramente il nostro futuro. Gente che indossa i visori della realtà virtuale forniti loro dai media mainstream e dal bloggume embedded, credendo di stare osservando la realtà fattuale e che commenta invariabilmente con un "finirà malissimo!" Gente immersa in un "mondo movie" che in fondo è solo un film. Dei Truman che ancora non si sono accorti di essere dentro lo show.
Mi spiego meglio. Non bisogna assolutamente cadere nel tranello della TINA. Chi ragiona come Scalfari, chi disegna futuri irrealizzabili spacciandoli per inevitabili e per giunta realizzabili non deve farci paura più di tanto e non solo perché si tratta di gente anagraficamente con un piede nella fossa.

Paragonare pappa e spaccia nigeriani ed altra soldataglia da sbarco ai martiri del lavoro di Marcinelle denota solo la disperazione e il panico del pre-catastrofe, un senso di sfida alla "o la va o la spacca" al fatto che gli italiani ingoieranno sempre e non si decideranno un giorno a risputar loro tutto in faccia.
La verità è che non li crede più nessuno. Nessuno ormai può negare l'evidenza che "quando infine la bugia diventa veramente troppo grossa, la gente finisce per rompersi i coglioni sul serio." L'Effetto Canale di Sicilia che Goebbels non aveva considerato. Il cigno nero benedetto. 

Chi negherebbe che questi mestatori siano ridotti ad attaccarsi ormai solo al consenso di pervertiti vari, ai quali promettono "diritti" che sembrano tanto dei warrant che non verranno mai riscossi. Anzi, che si sta facendo in modo che non possano essere mai riscossi. Se vi sembrano compatibili i diritti dei ghei con la sharia...
Ormai il mainstream, ovvero il megafono ufficiale del Modello Unico, è come la ragazzina de "L'esorcista": urla e vomita oscenità, mente, manipola, inganna perché riflette il suo ispiratore. Su questi desiderata mondialisti si legge merda sempre più pesante e tagliata male su giornali e blogghe allineati che sono praticamente già falliti e con i libri in tribunale ma che ancora ricevono un rating AAA dagli uffici della Propaganda. 

La speranza è rappresentata dal fatto che vi siano molti indicatori che quella dei migranti sia una gigantesca bolla pronta ad esplodere. La prossima della due bolle gemelle siamesi: migranti e welfare.
Se chi manipola le migrazioni sono speculatori come Soros forse occorre ragionare con i meccanismi della finanza speculativa. Rendendosi conto, prima di tutto, che il sistema è truccato e truffaldino, come si evince dalle menzogne sempre più spudorate della propaganda. 
Cosa sono, quelli promessi ai migranti dai fautori dell'immigrazione, ed alle minoranze dalle varie puttane dal cuore tenero, se non l'equivalente in "diritti" dei mutui subprime? In pratica stanno promettendo beni (tra l'altro i nostri, per questo la chiamano redistribuzione), diritti e welfare illimitati e rifinanziabili a chi non sarà in grado di contribuire al funzionamento del sistema ma potrà solo prosciugarlo e infine farlo implodere. Al raggiungimento del numero critico di assistiti, ovvero all'aumento illimitato dell'arrivo di persone, esploderà la bolla del welfare e di conseguenza quella dei migranti. E' però difficile immaginare migliaia di persone improvvisamente senza più assistenza e pronte a scannarsi le une con le altre e a saccheggiare intere città, come prevedono i pessimisti del "finirà male". Si, vi sarebbe un'ottima opportunità per il settore dei servizi privati di repressione del dissenso (un settore sul quale io punto molto) ma al quale gioverebbe assai di più un caos percepito come spauracchio e possibile minaccia futura, un caos somministrato lentamente per endovena come quello attuale. 
Più facile che si ricorra alla fine al solito "salvataggio" del sistema che consisterebbe nel blocco degli arrivi e nel rimpatrio di gran parte dei migranti Nel silenzio del maintream se occorressero le maniere forti, naturalmente. 

Bisogna scommettere contro tutto ciò che ci viene presentato come inevitabile, irreversibile e incrollabile. Tipo l'euro e la UE, ad esempio. 
Chi sta gonfiando una bolla sta probabilmente giocando anche sull'altro tavolo, ovvero scommettendo sulla sua esplosione. Magari mi sbaglio ma, dopo tutto, visto che le banche hanno avuto bisogno di una civiltà che le salvasse, contro tutte le previsioni e i moralismi, perché quella stessa civiltà non potrebbe essere anch'essa "too big to fail"?


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